L’inquinamento elettromagnetico e geomagnetico, un nemico invisibile

L’evoluzione tecnologica ed industriale che ha caratterizzato il Novecento ha traslato l’uomo nel giro di pochissimo tempo, dalla luce della candela all’utilizzo dell’energia atomica. Il risultato di tale avanzamento scientifico e tecnologico ha portato ad un notevole cambiamento nelle abitudini e nella qualità della vita. Si vive di più ma in un mondo sempre più inquinato.

Lo stress elettromagnetico

Onde elettromagnetiche emesse da apparecchiature elettriche, che usiamo abitualmente, rappresentano segnali estranei alla fisiologia degli organismi viventi. Se l’esposizione non è particolarmente prolungata l’organismo ripristina perfettamente il proprio ordine energetico, diversamente si riproduce uno stato anomalo, denominato stress elettromagnetico, che viene diagnosticato con gli strumenti bioelettronici della medicina funzionale. Si tratta di uno stato prepatologico, talvolta asintomatico o con sintomi tanto differenziati da non consentire di individuarne le cause.
Sebbene gli effetti sanitari delle radiazioni non ionizzanti siano tuttora meno conosciuti e patologicamente definiti rispetto a quelli delle radiazioni ionizzanti (ultravioletto lontano, raggi X e raggi gamma), nella letteratura scientifica più recente sono apparsi studi che sollecitano a prendere in seria considerazione i potenziali rischi derivanti dai campi elettromagnetici non ionizzanti.
Soffermiamoci a riflettere su concetti molto semplici che ci vengono portati ad esempio per aiutarci a comprendere in quale modo il campo elettromagnetico potrebbe interagire con il nostro organismo.
Il nostro corpo sviluppa correnti elettromagnetiche ed in presenza di fonti energetiche si carica di energia.
Di fronte a grosse sollecitazioni esterne le cellule di cui è formato il nostro organismo, ideate per funzionare ad una determinata tensione, “non reggono”. Si vengono così a creare alterazioni di campo magnetico che causano uno squilibrio elettrico e che possono provocare conseguenze più o meno gravi nella nostra sfera psicofisica.
Indipendentemente dalle propensioni dei singoli ricercatori in materia, si suggerisce di assumere nella pratica prevenzionistica un atteggiamento di cautela teso a minimizzare l’esposizione della popolazione e dei lavoratori a campi elettromagnetici, onde evitare l’esposizione non necessaria, come suggerito da moltissimi medici e dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

 

Lo stress geopatico
Le ricerche del Ventesimo secolo relative all’ambiente hanno inoltre evidenziato l’effetto delle radiazioni cosmotelluriche subite dagli esseri viventi in funzione del luogo dove essi dimorano o svolgono le loro attività giornaliere. Detta corrente di ricerca fu battezzata con il nome di geobiologia, ovvero lo studio degli effetti su tutto ciò che è vivente in presenza di radiazioni elettromagnetiche, telluriche o ioniche di origine naturale e dei possibili danni derivati alla salute umana dalle geopatie dando vita allo stress geopatico.
Con il termine raggi tellurici si intende l’insieme delle radiazioni emesse dalla terra e comprendenti principalmente il campo e la radioattività naturale. Un gradiente elevato di campo magnetico e un’anomalia di emissione radioattiva costituiscono un segnale di disturbo per gli organi viventi.
I siti in cui tali fenomeni si verificano vengono denominati “Punti geopatici o nodi geopatogeni”. Lo stazionare su un punto geopatico provoca uno stato prepatologico denominato stress geopatico, diagnosticabile con strumenti bioelettronici della medicina funzionale. Anche in questo caso non si riscontrano fenomeni immediati di causa-effetto (stress geopatico-malattia) a breve termine, ma nel medio e lungo termine si osservano dati statistici altamente significativi. Questi campi magnetici associati a prodotti entrati a far parte del quotidiano, quali i manufatti metallici o di sintesi chimica e i derivati degli idrocarburi, producono ioni positivi che neutralizzano gli ioni negativi (che sono benefici).
Nel punto di incidenza dei fasci denominati “nodi di Hartmann” o “nodi di Curry” quando i reticoli sono in corrispondenza di fratture rocciose, giacimenti gassosi, strati non omogenei della crosta terrestre, spaccature profonde nel terreno dette faglie, e scorrimenti di corsi d’acqua sotterranei, l’energia che si espande dal sottosuolo verso il cielo viene esaltata. In questi punti denominati
patogeni o geopatici, battezzati dal Dr. Hartmann punti cancro, l’uomo che vi soggiorna per lunghi periodi, quali il posto di lavoro, la poltrona di relax, il letto, è soggetto a stati di malessere definito “stress geopatico”. Dove l’incrocio ha carica ++ e potrebbe verificarsi una maggior proliferazione delle cellule (come diceva Curry), con possibilità di cellule cancerogene, mentre la carica – – porterebbe a rischio di infiammazioni.
Sempre più frequentemente viene pertanto suggerito da medici e architetti di non soggiornare in presenza di queste anomalie.